Le statistiche sul credito popolare nel nuovo Annuario ICBPI
Anche nell'edizione 2005 dell'Annuario ICBPI le statistiche predisposte a cura dell'Associazione Nazionale fra le Banche Popolari delineano le principali evoluzioni strutturali del Credito Popolare.
Anche per l'edizione 2005 dell'Annuario ICBPI le statistiche predisposte a cura dell'Associazione Nazionale fra le Banche Popolari delineano le principali evoluzioni strutturali del Credito Popolare negli ultimi nove anni, evidenziando gli aspetti più significativi relativi al rapporto con le imprese affidate, prevalentemente di piccole dimensioni, e con il territorio e all'andamento delle attività e dei risultati gestionali. Il lavoro è stato realizzato attraverso un'accurata opera di integrazione delle serie statistiche sia di fonte Banca d'Italia che associativa. Tali ultime, sono costituite in prevalenza dalle segnalazioni di Vigilanza che 78 Banche appartenenti al Credito Popolare, rappresentanti circa il 98% dell'attività del comparto, inviano mensilmente all'Associazione. Nel periodo le Banche Popolari hanno mostrato rilevanti capacità di crescita, realizzate attraverso un'accelerazione dei processi di aggregazione sia all'interno della Categoria sia all'esterno di essa. La sfida, che tuttora si pone al Credito Popolare, è quella di riuscire a proseguire in tale cammino di sviluppo, che ha già portato le Popolari maggiori a varcare i confini dei loro tradizionali ambiti territoriali, mantenendo, al contempo, la propria matrice di banche localistiche. Al proposito, anche recenti, articolate analisi empiriche condotte dall'Associazione confermano la continuità di comportamento delle Banche Popolari, in accordo con la loro secolare missione, e ciò indipendentemente dalle dimensioni e dall' ampiezza e diversificazione della loro presenza sul territorio. Nei nove anni in esame, i gruppi bancari che fanno capo alle maggiori Popolari cooperative sono passati da 13 unità a 19, rispettivamente con 24 e 70 banche controllate. Il processo di concentrazione ha fatto diminuire da 97 a 58 il numero totale delle Banche Popolari. Tra queste, le cooperative «indipendenti», ovvero non facenti parte di gruppi, si sono ridotte a 20, dalle 69 operative all'inizio del periodo. Tali profonde modifiche sono la risultante di un centinaio di operazioni di fusione e incorporazione e di 81 operazioni di acquisizione del controllo maggioritario del capitale. Ad oggi i citati 19 gruppi controllano 221 società, tra cui si annoverano, oltre che le 70 banche nazionali, 41 società finanziarie e 9 banche estere. Le dinamiche descritte hanno rafforzato significativamente la posizione di mercato della Categoria: le quote di pertinenza della raccolta e degli impieghi risultano di poco inferiori al 19%. Nel 1995, essendo ancora distinte le banche con attività a breve da quelle esercenti il credito a medio-lungo termine, le quote stimate si commisuravano rispettivamente al 16,7 e all'11%. L'aumento del peso della Categoria nel sistema creditizio è avvenuto nonostante l'uscita dalla stessa di alcune banche, peraltro non irrilevanti in termini di volumi intermediati. Tali defezioni non sono state altro che la logica conseguenza dell'abbandono, nel tempo, del tipico modello di business («retail banking» a carattere localistico) e quindi del venir meno della funzionalità della forma societaria cooperativa. Nell'arco di nove anni, la rete distributiva del Credito Popolare si è ampliata di oltre il 50%, raggiungendo, a fine 2004, il numero di 7.386 sportelli, pari al 24% del totale di Sistema. In poco meno della metà delle province italiane gli sportelli della Categoria rappresentano oltre il 25% di tutti gli sportelli bancari operanti in dette province, a conferma della particolare propensione delle Banche Popolari ad una presenza capillare, coerente con la loro vocazione localistica. Dall'esame della struttura del loro portafoglio crediti emerge chiaramente che le Banche Popolari destinano in misura largamente prevalente ad imprese non finanziarie fidi d'importo relativamente contenuto (fino a 2,5 milioni di euro). Tenuto conto del legame esistente tra entità del fido e dimensione dell'affidato, tali importi corrispondono in prima approssimazione alle aziende piccole e minori. In particolare, per i finanziamenti fino a 500 mila euro riguardanti le società non finanziarie la quota di mercato supera il 41% mentre nel comparto industriale si va oltre l'87%. Nel rapporto con la clientela le Banche Popolari sono dunque rimaste fedeli al proprio modello di business, storicamente caratterizzato da una speciale attenzione alle famiglie, alle piccole e medie imprese ed in genere alle comunità dei territori di insediamento. Per converso, la diffusa presenza di PMI ha permesso di sviluppare l'attività creditizia in misura ben più pronunciata rispetto al Sistema. Gli adeguamenti alle innovazioni tecniche e regolamentari hanno richiesto e continuano a richiedere un'intensa attività di ristrutturazione degli assetti organizzativi e dei processi di allocazione delle risorse. I risultati sinora ottenuti sono stati significativi: il cost/income ratio, uno dei principali indicatori dell'efficienza operativa, è stato ridotto dal 65 al 60,7%, collocandosi ai livelli medi di Sistema; la rischiosità dei crediti è stata mantenuta sensibilmente inferiore a quella del Sistema. Nel corso degli anni anche la redditività è stata influenzata dalla attività di ristrutturazione e di rinnovamento del Credito Popolare: nel 2004, il valore medio del ROE è stato per la Categoria dell'8,2%, prossimo al dato di Sistema. A tale risultato, tornato a crescere rispetto al recente passato, si è pervenuti per una più moderata crescita del patrimonio netto in confronto agli utili, pur avendo registrato un aumento superiore al Sistema. Le razionalizzazioni, tuttora in corso all'interno della Categoria, dovrebbero dispiegare per intero i loro effetti nei prossimi anni, permettendo alle Banche Popolari di conseguire ancora maggiori livelli di efficienza e di redditività, che accresceranno la loro capacità competitiva nei mercati di elezione e in quelli di recente insediamento.
Aggiornato il: 23 Ottobre 2006
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