Saccomanni: «Popolari, i limiti al possesso azionario vanno ritoccati al rialzo»
FONTE: “Corriere della Sera”, del 27/02/2010
VERONA - Banca d' Italia sottolinea il ruolo delle Popolari nel sostegno all' economia ma sollecita riforme di governance; gli istituti dichiarano la disponibilità, ma rivendicano la loro specificità. Il copione è stato rinnovato ieri a Verona nel convegno «Banche cooperative e sviluppo solidale», organizzato dall' Icbpi, l'Istituto centrale banche popolari italiane. Il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, ha ripreso l'appello alle riforme consegnato dal Governatore Mario Draghi al Forex. Saccomanni dunque riconosce i passi avanti fatti «per via di autoregolamentazione». Ma, aggiunge, «rimane la necessità di un più ampio intervento di riforma legislativa». In particolare «gli stringenti limiti alla partecipazione nel capitale appaiono non più coerenti con la realtà di fatto» emersa dalle aggregazioni. Vanno dunque «innalzati»: ciò «attenuerebbe i vincoli al reperimento di capitale», cioè al rafforzamento e al miglioramento della qualità del patrimonio chiesti da Basilea. Bankitalia riconosce che il credito cooperativo è «una ricchezza» e sostiene la salvaguardia dei «punti di forza del modello Popolare, in primis il voto capitario», ma raccomanda governance più orientate al mercato e che non favoriscano la «autoreferenzialità degli organi sociali» e non consentano «l'aggiramento di forme di controllo sull'operato del management». Quindi: «Collaboriamo». Il «messaggio» è raccolto da Carlo Fratta Pasini, presidente dell' istituto ospite, il Banco popolare, e dell' Associazione nazionale di categoria: conferma la disponibilità alle riforme («fra le proposte c' è quella condivisa da noi») ma precisa che «le Popolari sono cooperative quotate, dove cooperativa è sostantivo e quotata è aggettivo». Va distinta la «necessità di regole uguali» dal «regolare anche i giocatori»: avere sullo stesso campo «giocatori diversi è una ricchezza da conservare». No quindi a «politiche di omologazione», sì a «soluzioni nuove mantenendo l' identità». Il confronto sulle regole ieri ha tenuto banco, ma con una premessa comune: il riconoscimento del ruolo delle banche cooperative. Saccomanni ne ha sottolineato la crescita degli impieghi negli ultimi 24 mesi, «pari al 6,5%», contro una «media dell' 1%». Fratta Pasini e Giovanni De Censi, presidente di Icbpi, hanno sottolineato che il 70% degli impieghi delle Popolari è erogato alle piccole imprese, che rappresentano il 95% delle aziende clienti e la quota di mercato della categoria è passata dal 23 al 26%. E Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, ricorda che i prestiti delle bcc sono cresciuti nel 2009 dell' 8%. A margine del convegno di Verona, Alessandro Profumo ha poi risposto brevemente sulle voci di un passaggio di Cesare Geronzi dalla presidenza di Mediobanca a quella di Generali: «Non ho assolutamente alcuna capacità previsiva» ha risposto, secondo quanto riferisce Radiocor, l'amministratore delegato di Unicredit. Sergio Bocconi (fonte: Corriere della Sera)
Aggiornato il: 02 Marzo 2010